Utenze luce e gas: come chiuderle

Se siete alla ricerca di un modo per chiudere le utenze luce e gas, potreste:

  • essere andati alla ricerca di una tariffa per la luce elettrica o per il gas più conveniente e avere deciso di cambiare fornitore;
  • trovarvi nel bel mezzo di un trasloco e non sapere come comportarvi per scongiurare sul nascere eventuali problematiche future.

Se siete nella prima situazione, non è necessario che richiediate la disattivazione luce e gas: il nuovo fornitore prenderà in carico l’operazione e comunicherà al vecchio fornitore la richiesta di disattivazione. Tra l’altro, non correte nemmeno il rischio di restare per qualche giorno senza la fornitura di luce o gas.

Se, invece, state traslocando, la procedura è un po’ più complessa.

Come chiudere le utenze luce e gas in caso di trasloco

Se state per traslocare, inviare la disdetta dei contratti luce e gas è utile soprattutto se non conoscete l’inquilino che vi succederà o se non avete intenzione di mantenere il servizio attivo.

Naturalmente, quella di chiudere le utenze gas e luce non è l’unica strada, soprattutto se l’abitazione sarà occupata a stretto giro di posta: se è in programma l’arrivo di nuovi inquilini, potreste sempre accordarvi con loro per una voltura, ovvero per il cambio dell’intestatario del contratto luce e gas in essere. In questo modo cambierà solo l’intestatario e non ci sarà alcuna interruzione del servizio.

Come chiudere le utenze gas e luce step by step

Come fare per richiedere la chiusura di una utenza gas e luce? Le modalità possono variare da fornitore a fornitore; spesso è sufficiente chiamare il numero verde del servizio clienti per effettuare la richiesta in modo formale. In altri casi bisogna stampare e compilare un modulo dedicato e inviare al fornitore la richiesta scritta via raccomandata o fax. Una valida alternativa è anche quella di recarsi di persona presso uno degli sportelli del gestore presenti nel territorio e parlare direttamente con un operatore.

Molti fornitori permettono agli utenti di accedere a un’area clienti online e di richiedere la chiusura dell’utenza in completa autonomia via internet. Una volta che il fornitore ha ricevuto la richiesta di cessazione dovrà inviarla al distributore, il proprietario del contatore, entro 48 ore. A sua volta, il distributore avrà 5 giorni lavorativi a disposizione per disattivare l’utenza. La cosa importante da sapere è che la disattivazione avviene entro 8-10 giorni dall’invio della richiesta. Attenzione poi al fatto che il distributore locale non è sempre lo stesso in ogni parte del Paese.

Per quanto riguarda i contatori, quello della luce può essere chiuso da remoto, mentre quello del gas richiede l’intervento di un tecnico che dovrà sigillare il rubinetto e impedire così l’uscita di gas. Dopo aver inviato la richiesta di cessazione di un contratto luce e gas, l’utente sa che l’operazione dovrà essere eseguita nei tempi previsti dall’Autorità. Qualora ciò non dovesse accadere per responsabilità del distributore, l’utente potrà richiedere un rimborso.

Chiusura utenze gas e luce: quali documenti occorrono

Per richiedere la chiusura di una utenza bisogna procurarsi una serie di documenti utili.

Occorrono:

  • i dati personali e il codice fiscale dell’intestatario del contratto;
  • il codice cliente riportato in bolletta;
  • l’indirizzo a cui recapitare l’ultima bolletta di conguaglio;
  • un’autolettura del contatore.

Naturalmente, è necessario riferire anche il giorno in cui si desidera che avvenga la disattivazione.

Chiusura utenze gas e luce: quali costi bisogna sostenere

Parlando invece dei costi di disattivazione del contatore, questi dipendono dal fatto che si abbia un contratto attivo con il mercato libero o con quello tutelato. Per quanto riguarda la maggior tutela, i costi per la chiusura dell’utenza ammontano a un contributo fisso di 23 euro. Per il mercato libero invece il costo di disattivazione dipenderà dal tipo di contratto stipulato dal cliente. Esistono anche dei casi specifici nei quali l’utenza del gas può essere chiusa anche senza preavviso da parte del distributore. Succede, ad esempio, in seguito al furto di gas o alla manomissione del contatore da parte dell’utente. La disattivazione potrebbe avvenire anche qualora l’uso degli impianti non fosse conforme al contratto di fornitura o in caso di dispersioni di gas.

Come abbiamo già accennato, in caso di mancato rispetto dei tempi, il cliente può richiedere un indennizzo automatico – circa 35 euro – per le disattivazioni realizzate entro il doppio del tempo previsto o un indennizzo superiore – circa 70 euro – se la chiusura dell’utenza luce e gas avviene entro il triplo del tempo previsto. Il rimborso può salire fino a 105 euro se la disattivazione avviene oltre il triplo del tempo previsto.

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