Le attività di un SEO freelance

Molto spesso si sente parlare di SEO freelance: si tratta, infatti, di un’attività relativamente recente, che al giorno d’oggi segna un importante passaggio da un tipo di attività imprenditoriale spesso svolta solo offline, ad un’attività presente in rete. Il ruolo del SEO freelance, in questo passaggio, appare come un ruolo chiave, dal momento che le imprese che decidono di associare alla loro azienda anche un sito web o una pagina (meglio ancora se con l’aggiunta di strumenti importanti come Google My Business) deve necessariamente fare riferimento ad un esperto che si occupa di posizionamento e di ottimizzazione per i motori di ricerca.

Proprio perché si sente spesso parlare di SEO freelance, come su jfactor, è importante fare chiarezza sul suo ruolo specifico e sulle sue attività, in maniera da evitare che una scarsa conoscenza delle competenze di questa figura possa in qualche modo spingere a commettere la scelta sbagliata. Nel rivolgerci ad un esperto SEO, infatti, dobbiamo essere consapevoli di due questioni importantissime:

  • Non esistono corsi di laurea e titoli di studio che attestino la competenza (o meglio, la formazione sul campo) del consulente SEO. E questo significa che potrebbe essere più difficile per un’azienda scegliere di affidarsi ad un freelance specialist perché non ci sono molti elementi per capire se quella figura è davvero professionale e se ha davvero alle sue spalle formazione ed esperienza. Di contro, però, possiamo dire che oggi il mondo del web ci offre molte opportunità, come ad esempio quella di informarsi tramite la rete sui nomi degli specialisti più rinomati e riconosciuti: inoltre, possiamo chiedere al SEO di mostrarci un suo portafoglio lavori per capire se è ciò che fa per noi;
  • Proprio perché non esistono “pezzi di carta” in grado di dirci che quel dato esperto SEO è il migliore nel suo settore, è possibile che sul mercato esistano anche molti finti esperti che si improvvisano tali dopo aver letto qualche articolo sulla SEO, ma alla base del loro lavoro c’è solo un interesse nei confronti della Search Engine Optimization. Stare alla larga da questo genere di persone è davvero fondamentale per evitare di affidare il proprio sito web alla figura che ci farà perdere solo altro tempo.

Bisogna anche dire che se nelle altre nazioni il SEO specialist freelance è una figura professionale ormai conclamata, in Italia vi sono ancora dei limiti circa la sua attività: in linea di massima, egli svolge un lavoro che gli consente, tramite alcune strategie, di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca dei siti internet. Cosa significa questo? Che quando effettuiamo una ricerca su Google, i primi risultati che ci compaiono sono quelli relativi a siti web che sono stati considerati migliori da Google e degni di essere in prima pagina per merito, grazie, appunto, al lavoro di chi ha ottimizzato quei siti per farli posizionare bene nella SERP.

Questo è un lavoro che non tutti possono fare: occorrono competenze, formazione, aggiornamento, studi tecnici (relativi, ad esempio, a codici, strutture, linguaggio HTML, dati strutturati, con l’utilizzo di determinati tools che consentono l’analisi del sito) e studi comunicativi, che consentano quindi un’ottimizzazione anche in chiave umanistica.

Tra le attività principali di un SEO specialis freelance, quindi, vi sono:

  • La consulenza SEO, che viene in genere chiamata audit o analisi tecnica del sito: essa serve per visionare ed analizzare il sito web e quindi per assicurarsi che esso sia correttamente scansionabile e indicizzabile dai motori di ricerca. Si tratta di un lavoro molto importante, e basilare, in quanto consente anche di verificare che non vi siano criticità;
  • Ricerca delle keyword per le quali si desidera posizionare il sito, utilizzando strumenti specifici: anche questo è un passaggio fondamentale per un corretto posizionamento;
  • Ottimizzazione SEO on site: attraverso metodi pratici di ottimizzazione (con l’analisi e la creazione della struttura, dei menu o dei link interni, ad esempio) si cerca di far capire a Google l’argomento del sito e quindi di fornire al motore di ricerca delle informazioni importantissime per il posizionamento;
  • Creazione ed organizzazione dei contenuti ottimizzati in chiave SEO, dando importanza ad elementi come meta tag title tag, H1, H2, ottimizzazione dell’alt tag delle immagini, ecc;
  • Costruzione di link, attività meglio chiamata come link building, che serve per aumentare la credibilità agli occhi degli utenti del web e di conseguenza anche di Google (è importante, a questo proposito, l’uso di link autorevoli e pertinenti);
  • Monitoraggio costante, che serve a far sì che il sito sia sempre sotto controllo e quindi anche meno soggetto a penalizzazioni da parte di Google. Inoltre, proprio perché Google è in continua evoluzione e con esso anche i suoi algoritmi, anche il processo di ottimizzazione dei siti web non deve essere statico ma deve sempre fare riferimento alla ricerca di nuove strategie studiate appositamente per migliorare costantemente la posizione del sito web nella SERP.

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