Whisky: la “nuova” passione degli italiani

Sapevi che gli italiani sono devi veri appassionati di Whisky? Chi avrebbe mai detto che la patria di Grappa e vino si sarebbe dimostrata intenditrice ed estimatrice di una bevanda tradizionalmente estranea alla nostra cultura? Il Whisky, infatti, ha radici nel nord Europa ma viene prodotto con ottimi risultati anche in Giappone ed in America.

Nel nostro Paese le produzioni sono limitate e non ancora così eccellenti da finire nelle prestigiose guide dedicate a questo distillato ma, stando a quanto abbiamo rilevato conducendo qualche ricerca online, questo non costituisce un limite alla diffusione e all’apprezzamento. Al contrario abbiamo rilevato una crescita impetuosa di eventi e rassegne dedicate al Whisky organizzate nelle maggiori città italiane e, in queste occasioni, l’interesse suscitato è stato di rilievo internazionale!

La rivoluzione del Whisky in Italia

Gli esperti definiscono questa “anomala” passione come una Whisky Revolution che, in Italia, è iniziata intorno al 2014. Durante quegli anni hanno fatto capolino sul nostro panorama i primi eventi dedicati al Whisky grazie ai quali esperti e aspiranti appassionati hanno appreso tecniche di distillazione, degustazione e abbinamento provenienti da ogni parte del mondo.

Dal 2014 in poi gli eventi si sono moltiplicati accogliendo tra le file delle giurie e degli ospiti di rilievo anche un nutrito numero di donne. Il Whisky, quindi, si è ritagliato una posizione di nicchia sempre più coinvolgente passando anche alle città minori con rassegne ed eventi che collezionano sempre nuovi curiosi.

Acquisti e consumi

Lo stesso vale per l’acquisto del Whisky che, stando ai gusti degli italiani, trova grande successo soprattutto durante le feste natalizie. La buona bottiglia di Whisky, rigorosamente torbato e single malt, diventa il regalo speciale per persone care e stimate. Lo stesso vale per i pensieri natalizi insoliti o per omaggiare i successi personali di qualcuno a cui teniamo.

Il Whisky, insomma, è vissuto come un distillato pregiato e sacro, adatto alla degustazione in solitaria o per affrontare i lunghi e tenebrosi inverni. Al tempo stesso con la rivoluzione del Whisky lo abbiamo visto comparire sempre più di frequente sui ripiani dei bar, nei menù delle vinerie o addirittura come alcolico da ristorante.

Estimatori non consumatori

Pian piano il Whisky ha stregato i palati degli italiani che, come al solito, assumono un atteggiamento “serio” e responsabile con tutto ciò che riguarda le cose buone. In pratica il consumo medio pro-capite di Whisky in Italia è notevolmente inferiore alla media europea ma la conoscenza, lo studio e la ricerca sul distillato raggiungono i primi posti in classifica.

Questo significa che gli italiani collezionano bottiglie e prediligono gli eventi specialistici alla degustazione. Per il nostro Paese è più importante conservare una ottima bottiglia rara piuttosto che aprirla e consumarla dal momento che, dopo i pasti ci affidiamo al sapore deciso della Grappa.

Le distillerie più apprezzate

Tra le bottiglie più apprezzate troviamo i nomi noti in tutto il mondo, provenienti dalle più grandi distillerie di fama globale. Per esempio il whisky Taliskerè una delle bottiglie più ricercate assieme ai ben notiLagavulin, Ardbeg, CAol Ila e Glenfiddic che sono anche i più venduti al mondo. Per gli italiani il Whisky assume una sacralità diversa, meno triviale di quelli prodotti nel nostro Paese.

Sarà per questo che il consumo medio è così basso mentre la preparazione e la cultura del Whisky assumono sempre maggiore rilievo nello scenario internazionale. Al momento ci troviamo ancora immersi appieno in questa rivoluzione per cui è difficile provare a immaginare quale sarà il futuro del Whisky in Italia. Se c’è una cosa di cui siamo certi, tuttavia, quella riguarda la straordinaria capacità nostrana di saper discernere la qualità con la classe ed il buon gusto che ci contraddistingue praticamente da sempre.

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