Ventilatori industriali: fondamentali per l’intera produzione aziendale

I ventilatori industriali sono divisi in moltissime tipologie. Sebbene ormai “ventilatore industriale” sia un termine piuttosto confusionario, è comunque spesso utilizzato per definire quelle grandi macchine, adibite ad un funzionamento continuo per lunghissimi periodi di tempo.

Se la ventola dell’impianto si ferma, l’intera produzione si ferma. Lo scopo di un ventilatore industriale è quello, quindi, di reggere tutto il processo, non permettendo quindi di procedere con soluzioni al risparmio, necessitanti di manutenzione continua e momenti di “riposo”.

I ventilatori industriali: quali tipi esistono

Chiaramente, per ogni settore di produzione ci saranno dei requisiti diversi da rispettare, che faranno obbligatoriamente la differenza nel momento della costruzione di un impianto. Impensabile, dopotutto, che un ventilatore centrifugo per vetro, possa lavorare efficientemente in una fabbrica siderurgica, o magari persino in una dove vengono trattati oli e gas.

Ogni settore, quindi, ha diverse opzioni a disposizione, ma limitatamente sempre a ciò che rende l’ambiente lavorativo sicuro ed affidabile. Ma quali tipi di ventilatori industriali esistono? Tutto spiegato da Ventilazione Sicura nel dettaglio, comprese le differenze fra ventilatore assiale e centrifugo?

La differenza fra i due tipi non è certo semplice da spiegare, specie perché esistono delle “sottodifferenze” sia per i modelli assiali, sia per quelli centrifughi. Ad esempio, un ventilatore assiale centrifugo per il vetro, è profondamente diverso nella struttura e nel funzionamento di uno per il settore energia.

Per quanto riguarda le differenze principali, i ventilatori assiali sono composti da grandi pale, solitamente in acciaio, capaci di essere spinte a velocità molto elevate, permettendo di risucchiare l’aria da un lato e spingerla fuori dal lato opposto. Sono molto utilizzati in ambiente alimentare, navale, metallurgico e dove, in generale, è necessario spostare grandi quantità di aria riscaldata e portarla altrove.

I materiali di costruzione, così come lo spessore degli stessi e le misure di sicurezza adottate, sono ciò che rende un ventilatore assiale qualitativamente eccelso.

I ventilatori centrifughi, invece, lavorano appunto attraverso la forza centrifuga, la quale aspira l’aria dalle giranti e la porta poi, attraverso un tubo ad angolo retto, nella direzione dove deve essere spinta.

L’uso di uno o dell’altro tipo è spesso intercambiabile, almeno in alcuni settori dove non vi è la necessità di ottimizzare l’uso di energia elettrica e dove, allo stesso tempo, i volumi di aria da spostare sono fattibili anche attraverso un sistema assiale.

Questi ultimi, sebbene siano meno ingombranti ed abbiano un costo minore per la realizzazione di un impianto, si rivelano molto meno efficienti sul lato del risparmio energetico, richiedendo quantità di energia maggiori per produrre effetti simili a quelli dei sistemi centrifughi.

D’altra parte, i sistemi di ventilazione a centrifuga, potrebbero avere bisogno di uno spazio eccessivo, mentre il costo d’installazione iniziale, necessitando di un’installazione che prevede anche la creazione di una tubazione per dirigere l’aria all’esterno, finisce con l’essere maggiore delle soluzioni assiali.

Quale sistema di ventilazione scegliere?

L’importanza, al momento della scelta, sta tutta nel capire non solo le specifiche di ogni impianto proposto, ma anche le caratteristiche del luogo dove andrà a lavorare tale sistema. Inutile, quindi, tentare la strada economica, provando ventilatori assiali di dimensioni maggiori e consumi eccessivi, solo per non dover installare tubi ed altri piccoli extra.

Quando si lavora con la produzione, non ci si può certo permettere né l’inefficienza nella ventilazione, né tantomeno che quest’ultima fermi completamente la produzione.

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