Ti è mai capitato di finire un pacco di biscotti spizzicando tra un pasto e l’altro? Oppure di ritrovarti con la dispensa vuota dopo una serata di abbuffate incontrollate? Se ti sei riconosciuto in queste esperienze, potresti aver avuto a che fare con il Binge Eating Disorder (BED), un disturbo alimentare che spesso non viene riconosciuto. Ma andiamo per ordine: vediamo cos’è, cosa lo provoca e come gestire questo il problema.
Cos’è il binge eating?
Il binge eating, conosciuto anche come disturbo da alimentazione incontrollata, è un disturbo alimentare complesso che va oltre una semplice relazione disfunzionale con il cibo. Si manifesta attraverso episodi ricorrenti di consumo eccessivo di cibo, spesso in un breve lasso di tempo e senza un senso reale di fame.
Non si parla di mangiare ogni tanto un cornetto a mezzanotte, ma di un’abbuffata priva di controllo che si ripete spesso. È un disturbo complesso che coinvolge una serie di fattori psicologici, comportamentali ed emotivi.
Quali sono le cause del binge eating?
Le cause del binge eating possono variare da persona a persona. Fattori psicologici come lo stress, l’ansia, la depressione e la bassa autostima giocano un ruolo significativo nello scatenare episodi di binge eating. Queste condizioni emotive possono portare a una ricerca di conforto nel cibo e a un’incapacità di gestire i pasti in risposta a segnali di fame e sazietà.
Allo stesso modo, fattori ambientali, come situazioni sociali stressanti o la presenza di “cibi trigger“, ovvero alimenti particolarmente attraenti o gratificanti per la persona, possono innescare episodi di binge eating.
Inoltre, in alcuni casi, il binge eating può essere associato a traumi emotivi passati o a disturbi dell’umore, che possono influenzare significativamente il rapporto di un individuo con il cibo e la sua capacità di regolarsi in modo sano e bilanciato.
Quali sono i sintomi del binge eating?
I sintomi del binge eating includono:
- Episodi ricorrenti di eccessivo consumo di cibo, spesso improvvisi
- Perdita di controllo durante gli episodi
- Una forte sensazione di vergogna o senso di colpa dopo aver mangiato in modo eccessivo
Le persone affette da binge eating tendono anche a nascondere il loro comportamento alimentare agli altri e possono provare a nascondere il cibo o mangiare di nascosto.
Questo disturbo porta spesso all’aumento di peso e a tutti i potenziali problemi che ne conseguono: problemi cardiovascolari, ipertensione, diabete, disturbi respiratori etc.
Come si cura il binge eating?
Il trattamento del binge eating spesso necessita di un approccio multidisciplinare che comprende terapia psicologica e un supporto nutrizionale. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è spesso utilizzata per aiutare le persone a identificare e affrontare i comportamenti disfunzionali legati all’alimentazione.
Il Dr. Giorgio Cuzzola, Neurobiologo e nutrizionista a Roma, integra un approccio “mindful” (ovvero consapevole) alla terapia, aiutando le persone a sviluppare una maggiore consapevolezza delle risposte emotive al cibo e degli automatismi mentali che innescano le abbuffate. Il Dr. Cuzzola ha inoltre sviluppato Neurodieta: un’app innovativa che aiuta ogni giorno le persone a migliorare il rapporto con il cibo.
L’approccio mindful può aiutare nei casi più difficili: quando ti trovi davanti un pacco di patatine dopo un litigio, o quando passi davanti un fastfood dopo una giornata stressante a lavoro. Aiuta a prendere decisioni alimentari più consapevoli e di gestire meglio la sensazione di perdita di controllo durante gli episodi di binge eating.
Anche il sostegno emotivo e la partecipazione a gruppi di supporto possono anche svolgere un ruolo fondamentale nel gestire il binge eating e promuovere il recupero a lungo termine, offrendo un ambiente di sostegno e comprensione da parte di persone che condividono esperienze simili.
